• 1486546277 linking art riccardo guarneri tre rettamgoli tecnica mista su tela 2016 60x 65 5000 catalogo jpg?w=1024
  • Dettagli
  • Categoria: astratti
  • Misura: 65x60 cm
  • Supporto: tela
  • Tecnica: misto
  • Anno: 2016
  • Certificato: presente
Tre rettangoli

Se la ricerca di Guarneri è stata negli anni sessanta e settanta più radicale nel configurare la struttura dell’opera, bisogna riconoscere che nelle stagioni successive ha attinto la propria sostanza immaginativa da una più articolata presenza di tramiti visivi, di segni, di macchie, di sfumature. L’artista riconosce la differente origine degli spazi più raccontati, negli anni ottanta il tratteggio della matita, il sottile e prezioso esercizio della scrittura come immagine in se stessa, insieme con le varie consistenze del colore, fanno emergere uno stato di visibilità, di impronte, di forme impreviste, di vuoti che respirano nell’aria immateriale dell’opera. L’artista non rinuncia a vivere la pittura come un diario dello sguardo, le cui pagine sono sfiorate dal soffio della luce, dove disagi e apprensioni entrano nel colore come un turbamento. Ogni cosa è sorpresa in una vaga geometria che lascia intuire spazi sconfinati, ogni linea indica una possibile soglia da oltrepassare ma anche una sosta dell’occhio, per ripartire verso qualcosa di irraggiungibile.La ricerca di Guarneri è tutta concentrata sulla visibilità della luce pittorica, essa s’impone nello spazio e lo avvolge, totalmente, anche quando tracce e umori del colore sembrano distrarre la vista attraverso la presenza di minimi particolari, segni di raccordo tra una parte e l’altra della visione. Essi sono tracciati esili e insinuanti che trattengono la luce, in punti stabiliti del quadro eppure mai troppo precisati. C’è una esitazione in questi segni che fa pensare alle linee di contorno che precedono il colore, in effetti sono già autonome, soprattutto quando impartiscono alla superficie uno stacco che s’interpone per esempio tra un triangolo di fumo colorato e alcune macchie chiarissime. Ogni minima strategia del linguaggio vuole restituire alla pittura il senso di un primordiale incanto, immaginadola sempre come visione lirica, poema dipinto, costruito e deleted, descritto ed evocato, dichiarato e avvolto nel mistero delle forme che richiamano una limpida presenza di sguardi.

Claudio Cerritelli

[Dal catalogo "Riccardo Guarneri Contrappuntoluce" dicembre 2004]

Se la ricerca di Guarneri è stata negli anni sessanta e settanta più radicale nel configurare la struttura dell’opera, bisogna riconoscere che nelle stagioni successive ha attinto la propria sostanza immaginativa da una più articolata presenza di tramiti visivi, di segni, di macchie, di sfumature. L’artista riconosce la differente origine degli spazi più raccontati, negli anni ottanta il tratteggio della matita, il sottile e prezioso esercizio della scrittura come immagine in se stessa, insieme con le varie consistenze del colore, fanno emergere uno stato di visibilità, di impronte, di forme impreviste, di vuoti che respirano nell’aria immateriale dell’opera. L’artista non rinuncia a vivere la pittura come un diario dello sguardo, le cui pagine sono sfiorate dal soffio della luce, dove disagi e apprensioni entrano nel colore come un turbamento. Ogni cosa è sorpresa in una vaga geometria che lascia intuire spazi sconfinati, ogni linea indica una possibile soglia da oltrepassare ma anche una sosta dell’occhio, per ripartire verso qualcosa di irraggiungibile.La ricerca di Guarneri è tutta concentrata sulla visibilità della luce pittorica, essa s’impone nello spazio e lo avvolge, totalmente, anche quando tracce e umori del colore sembrano distrarre la vista attraverso la presenza di minimi particolari, segni di raccordo tra una parte e l’altra della visione. Essi sono tracciati esili e insinuanti che trattengono la luce, in punti stabiliti del quadro eppure mai troppo precisati. C’è una esitazione in questi segni che fa pensare alle linee di contorno che precedono il colore, in effetti sono già autonome, soprattutto quando impartiscono alla superficie uno stacco che s’interpone per esempio tra un triangolo di fumo colorato e alcune macchie chiarissime. Ogni minima strategia del linguaggio vuole restituire alla pittura il senso di un primordiale incanto, immaginadola sempre come visione lirica, poema dipinto, costruito e deleted, descritto ed evocato, dichiarato e avvolto nel mistero delle forme che richiamano una limpida presenza di sguardi.

Claudio Cerritelli

[Dal catalogo "Riccardo Guarneri Contrappuntoluce" dicembre 2004]

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  • Anno: 2016
  • Certificato: presente

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